ARRIVEDERCI AMORE, CIAO Regia di Michele Soavi Tratto da DRAMMATICO |
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TRAMA |
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Giorgio, un ex terrorista di sinistra, è fuggito dall'Italia per evitare l'ergastolo e si è rifugiato in una giungla del Centro America presso un avamposto di guerriglieri. Dopo la caduta del muro di Berlino, decide di tornare in Europa e, dopo aver passato alcuni anni a Parigi, si mette in contatto con l'Organizzazione dei fuoriusciti e chiede il loro aiuto per rientrare in Italia. La prassi per il rientro prevede la consegna di Giorgio alla giustizia e l'eventuale revisione del processo. Purtroppo le cose non vanno come previsto poiché sul cammino verso la redenzione di Giorgio si immette Anedda, un vice questore della Digos, che inizia a ricattare l'ex terrorista, ottenendo in cambio i nomi dei suoi antichi compagni. Giorgio sconta così solo due anni di carcere e, una volta uscito, si rende conto che l'unico modo per riscattare la sua reputazione è diventare molto ricco. Per raggiungere il suo scopo si inserisce in un giro di affari sempre più loschi, in cui è coinvolto lo stesso Anedda, e inizia a frequentare una serie di persone assai diverse tra loro: Flora, una quarantenne bella ed infelice che lo fa sognare, Francisca, un'anarchica spagnola, Romo e Tonci, due fratelli croati, crudeli e feroci. Quando il vortice di violenza e degradazione raggiunge il massimo Giorgio e Anedda, ormai milionari, si separano. Giorgio finalmente può pagarsi la sua reintegrazione nella società della gente perbene, si trasferisce in una cittadina del Nord-est d'Italia, apre un ristorante alla moda e inizia a frequentare il giro dell'alta borghesia. Conosce anche una brava ragazza, Roberta, con cui potrebbe formare una famiglia e completare l'opera di riabilitazione. Ma i fantasmi del passato si sa, sono sempre in agguato... Isabella Ferrari – Attrice Flora è una bella partecipazione in questo film. È una donna di provincia che ha un negozio di scarpe - ma credo che questo non sia importante. A un certo punto da’ il suo corpo per salvare il marito dai debiti. È un agnello sacrificato, e secondo Soavi è un angelo. Mi piace essere così nell’immaginario di questo regista che mi stima molto; è coraggioso, pieno di creatività, e mi sorprende ogni volta che sono su questo set. Soavi è un regista che stimo da sempre;mi sembra molto diretto con una sua visione precisa e la cosa che mi intriga di più in un regista è proprio questo. Ho accettato questo film perché il romanzo di Carlotto mi piaceva molto e ancor di più il matrimonio tra Carlotto e Soavi. È un noir che ha il suo perché.
NOTE DI REGIA
Con "Arrivederci amore, ciao" Massimo Carlotto ha assunto il romanzo nero come metafora della realtà contemporanea. Il protagonista del romanzo, Giorgio Pellegrini, è un tipo sfrontato e scanzonato, cinico ma anche sentimentale. Un ex terrorista che, per sfuggire ad una pesante condanna, si è rifugiato in una selva del Centro-America lambita da un fiume limaccioso. Giorgio vuole tornare indietro, rifarsi una vita rispettabile, costi quello che costi. Di nuovo in Italia, ottenuta la libertà in cambio del tradimento dei suoi ex compagni, si prepara a rientrare nella società. Paradossalmente il percorso della sua formazione criminale inizia proprio quando sceglie di voler essere un uomo normale. Pellegrini dovrà per forza scegliere il male, senza cedimenti, per liberarsi del passato ed arrivare alla completa riabilitazione. Il suo percorso si rivelerà l'esatto contrario della redenzione. Come in un'orribile e al tempo stesso autoironica ossessione, il nostro eroe anela alle pantofole, ma è costretto a praticare la più cruda violenza. Si macchierà di delitti, all'interno di una vicenda nera che più nera non si può, legata alla cronaca di un tempo impazzito, dove i valori non hanno più valore. Mi piace il salto operato in questo romanzo che, come dice Carlotto, vuole essere prima di tutto un'indagine senza veli sul mondo contemporaneo. Niente più ricerca dei colpevoli: tutti sono colpevoli; niente più ricerca della verità: l'unica verità è la morte. Giorgio Pellegrini, quello che ha sbagliato, può essere riabilitato dalla società borghese che , un tempo, ha rinnegato, soltanto con la sua personale perdizione. La pecora nera che si è macchiata di nera ingratitudine dovrà tingere la sua anima di nero per poter vivere, insieme a tutti gli altri, in un mondo tutto nero. Un noir spietato ed abitato da vapori sulfurei, da climi allucinati ed estremi, rigoroso come una ricerca sul campo, per raccontare uno spaccato sociale paradossale ed inquietante. Ho girato cosi un film ossessivamente a fuoco: i personaggi, la scenografia, la natura stessa. Come riferimento "Il coltello nell'acqua" di Polanski, quel lago misterioso sempre sullo sfondo, quell'acqua scura da cui sembra dover emergere, da un momento all'altro, un essere fantastico. Ecco, l'acqua è un elemento importante del film, ma non un'acqua limpida, che lava, catartica. Un'acqua nera, invece, l'acqua dei canali del nord est, da cui si levano vapori e nebbie. Un'acqua che riporta sempre Giorgio al suo passato, all'acqua di quel fiume del Centro-America, acqua melmosa che imprigiona chi, avventatamente, ci cammina dentro e lo trascina giù, nel fango. Le immagini e le inquadrature sono in perpetuo movimento perché nel loro divenire determinano un'inquietudine sempre presente, un'attesa di qualcosa che dovrebbe definirsi ma rimane sempre in sospeso. Gli squarci visionari del film nascono tutti nella testa del protagonista, è lui che, a tratti, perde il controllo dei suoi pensieri e ritorna indietro nel tempo, ai suoi incubi ed ai suoi rimorsi. Vedo questo film come un film necessario, una metafora sul mondo che cambia ma non sa dove andrà, sulla realtà contemporanea. Una realtà prorompente ed invasiva come un'inondazione che porta con sé melma e detriti, proprio come fa un fiume in piena. NOTE DI MASSIMO CARLOTTO, AUTORE DEL ROMANZO L'idea di Arrivederci amore, ciao nasce dal desiderio di scrivere un romanzo sulla parte peggiore della mia generazione. Quella che ha imboccato la scelta scellerata della lotta armata e, una volta sconfitta, ha scelto di non pagare il conto con la giustizia e tra pentitismo, delazione e ricatti é riuscita a evitare l'ergastolo. La storia di alcuni personaggi di questo tipo che, successivamente, hanno scelto di entrare nella malavita mi ha offerto la possibilità di sviluppare altri aspetti della figura del criminale "moderno". Prima di tutto la quotidianità, le relazioni umane e amorose per cercare di svelare il "male" che guida ogni loro azione. Riflessione necessaria per chi, come il sottoscritto ha avuto, come dato culturale della propria generazione, una concezione romantico-ribellistica della malavita. A quel tempo, con le dovute forzature ideologiche, poteva avere un senso ma oggi non può esistere nessun tipo di giustificazione, nemmeno sociologica, nei confronti di una criminalità che si è rivelata nemica assoluta della nostra società. Inoltre mi interessava raccontare al lettore come stava cambiando la figura del "professionista" in un universo malavitoso sempre più stratificato per livelli di "cultura criminale". Il personaggio, Giorgio Pellegrini, capisce l'importanza di ripulire il proprio passato e di ricostruirsi un'immagine di cittadino modello per uscire dalla marginalità a cui era costretto dalla propria fedina penale. E fa di tutto - ma proprio di tutto - per riuscirci. Questo il romanzo. Anche il film, con un'ottima selezione del complesso materiale del libro, sviluppa la trama con questo taglio narrativo. Come autore non solo sono soddisfatto della trasposizione cinematografica ma ne sono veramente entusiasta. Da parte di tutti coloro che hanno lavorato alla sua realizzazione c'è stato un grande rispetto dei temi e dei personaggi del romanzo. Sono rimasto colpito dalla profondità di analisi del mio lavoro che ho potuto verificare parlando con Michele Soavi, Alessio Boni e il "cervello" di tutta l'operazione, Conchita Airoldi. Ho anche apprezzato molto le parole che Isabella Ferrari ha speso pubblicamente sul mio romanzo. Osservando dall'esterno le varie fasi di lavorazione ho sempre avuto l'impressione di una sorta di entusiasmo collettivo che ha dato una forza particolare a questo lavoro. Sono certo che i miei lettori rimarranno assolutamente soddisfatti di questo bel film che merita davvero un grande successo. |
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